Di novità, di radici e del PD che vorremmo

[dal sito della Lista TRE per il PD Germania: http://listatrepdgermania.wix.com/partecipa#!Di-novità-di-radici-e-del-PD-che-vorremmo/c81b/1]

Quando ho deciso di dare una mano alla Lista TRE, pur scegliendo di non candidarmi per evitare quell’accumulo di cariche che troppo spesso ancora caratterizza la vita del partito, sapevo che la campagna sarebbe stata una cosa seria. Che ci sarebbero stati candidati validi, che sarebbe stato necessario un grande sforzo per riuscire a comunicare le nostre idee – tante, belle, concrete – a tutti i 350 iscritti del PD Germania.

Ma no, non pensavo che il tema dell’esperienza e dell’età anagrafica avrebbe avuto un peso tanto forte.

È vero, la lista TRE è abbastanza giovane: ma mica così tanto, se si considera che l’età media è di 42 anni (la più giovane ha 29 anni, la meno giovane 66). Non proprio un’età da ragazzini.

Ed è vero: alcuni di noi hanno iniziato a fare politica relativamente da poco, o meglio si sono avvicinati al PD solo negli ultimi anni. Alcuni di noi, invece, sono attivi in politica da sempre –Anna Paola è persino stata in Parlamento.

Ma il punto non è questo. Con gli altri pazzi che hanno deciso di buttarsi in questa avventura un obiettivo era chiaro: il Partito deve diventare più dinamico, deve fare di più, deve lavorare alla propria identità in un momento in cui i punti di riferimento vengono a mancare. Deve intercettare una domanda nuova: la domanda di tutti quegli italiani di ogni tipo che ogni giorno arrivano in terra tedesca e che spesso non assomigliano a noi – a noi che siamo qui da tanto, siano 10, 20 o 50 anni. Deve prepararsi alle sfide che lo attendono, e farlo senza paura.

Oggi ho avuto una lunga telefonata con Nino, Presidente del PD di Hannover, da sempre iscritto al sindacato e alla SPD. Ha un anno più di mio padre, un meraviglioso accento catanese e il dolce pragmatismo di chi ne ha viste tante. Mi ha raccontato di come fosse privilegiato, cinquant’anni fa, rispetto ai suoi connazionali che sono arrivati in Germania con lui: aveva una specializzazione in chimica, non partiva da zero. Ma ha comunque cominciato scaricando sacchi di cemento, perché si sa, all’inizio tutti si devono adattare (“il tessuto sociale è cambiato”, mi dice, spiegando in cinque parole il lusso che ho avuto di poter scegliere sempre che cosa fare nella vita).

Gli chiedo come mai abbia scelto di sostenere una lista come la nostra – dico sempre nostra perché anche se non mi candido la sento un po’ mia, da quanto ci credo – una lista fatta di persone che non hanno dovuto spostare sacchi, che probabilmente non passeranno, come lui, 42 anni nella stessa cementeria. Mi dice una cosa bellissima. “Ho conosciuto Flavio, candidato della lista, durante le attività del Circolo di Hannover. Ho pensato che fosse la persona giusta: è aperto, è istruito – mi piacciono le persone istruite – ma non fa mai sentire in imbarazzo le persone meno istruite di lui”.

Ci tiene a dirmi che anche i candidati delle altre liste sono persone in gamba, per bene; che bisogna lavorare tutti insieme, perché il PD è nato per unire e non per dividere. Che non dobbiamo mai dimenticare che c’è bisogno di tutti, dall’operaio al professore, e che ognuno ha il suo compito e fa la sua parte. Gli domando se non abbia paura di non sentirsi rappresentato, e la sua risposta è immediata: “Ma no! Io sono rappresentato bene! Ed è giusto che ai giovani venga dato lo spazio che ciascuno merita. Solo una cosa: non dimenticate che anche i meno giovani possono arricchire il nostro partito. Non è l’età a fare la differenza”. La chiacchierata scorre, io andrei avanti per ore ad ascoltare, e prima di salutarmi Nino aggiunge un ultimo pensiero: “È importante che tutti contribuiamo, anche economicamente. Il Segretario del PD Germania dovrà spostarsi tanto, questo costa: non è giusto che possa essere Segretario solo chi può permetterselo”.

Senza radici non si cresce, penso dopo aver messo giù il telefono.

E le radici che abbiamo sono sane, sono profonde. Non le dimenticheremo, cercando di fare la nostra parte per far maturare qualche frutto buono.

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