Dalla Leopolda, diario a due voci

[di Cecilia Mussini e Giuseppe Izzo*] Il cielo è stato clemente, quasi fino all’ultimo e quasi dall’inizio. Era la prima volta che entravo in quella stazione, piazzata di sguincio e a ridosso della rotonda di Porta a Prato, un posto che, quando ci arrivi, fai fatica a decifrare se sia la fine del centro o l’inizio della periferia (e poi puntualmente ci rinunci, a decifrarlo). Su un pezzettino di tessuto urbano complicato e trafficato c’è questo posto, insieme monumento e spazio.

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